Durante la seconda serata di Sanremo abbiamo assistito a un’esibizione inedita, quella di Al Bano, Massimo Ranieri e Gianni Morandi, che sul palco dell’Ariston hanno portato i loro più grandi successi, facendo cantare mezza Italia. L’ultimo brano intonato, poi, è stato un incredibile omaggio a un grande personaggio della musica italiana, Umberto Bindi, autore e interprete de Il nostro concerto. Scomparso nel 2002, quest’artista è stato uno dei più illustri componenti della scuola genovese, e ci ha lasciato delle canzoni e melodie che sono poesia. Nella sua vita ha dovuto affrontare molte difficoltà e discriminazioni: andiamo a conoscere meglio l’artista a cui sarà dedicata la seconda puntata di StraMorgan su Rai 2.

Chi ha scritto Il nostro concerto?

Il nostro concerto è una canzone scritta da Umberto Bindi e Giorgio Calabrese. Fu pubblicata su 45 giri dall’etichetta discografica Dischi Ricordi nel 1960, e per la rivista Rolling Stone è al 61esimo posto tra le migliori 200 canzoni della musica italiana. Il brano raggiunse la prima posizione in classica per ben 10 settimane, e in molti lo hanno voluto interpretare per rendere omaggio a Bindi. Prima di Al Bano, Massimo Ranieri e Gianni Morandi, insieme al Festival di Sanremo 2023, fu Gino Paoli nel 2014 che ospite sul palco dell’Ariston cantò Il nostro concerto, in coppia con Danilo Rea, ricordando l’amico di sempre come “Un uomo gentile, buono e un grande artista”, “massacrato, deriso, umiliato e poi dimenticato”. Stesso omaggio, e stesso palco, anche nel 2018 con Claudio Baglioni.

Umberto Bindi: carriera e causa della morte

Insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli, Fabrizio De André e Luigi Tenco, Umberto Bindi è considerato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta scuola genovese, un nucleo di artisti a cui la musica leggera italiana deve molto. Si definiva spesso come “il cantautore-cicala che odiava le parole e amava la musica” e tra i suoi più grandi successi ricordiamo: Arrivederci, Il nostro concerto, Vento di mare, Non mi dire chi sei, Il mio mondo, Un ricordo d’amore e L’amore è come un bimbo. Partecipò al Festival di Sanremo nel 1961, a 29 anni, con la canzone Non mi dire chi sei, palco sui tornò anni dopo, nel 1996 con i New Trolls e il brano Letti, classificandosi al 20esimo posto. Dopo vari problemi di salute, tra cui quattro by-pass, Umberto Bindi morì la sera del 23 maggio 2002, nell’ospedale Spallanzani di Roma.

Perché Umberto Bindi è stato cacciato dalla Rai?

Umberto Bindi fu allontanato dalla Rai negli Anni ‘60 per la sua omosessualità. Fu lo stesso cantautore a raccontarlo al Festival di Sanremo ‘96, spiegando che tutti i problemi iniziarono proprio sul palco dell’Ariston nel 1961, quando i giornali parlarono non della sua musica ma solo dell’anello che portava al dito.

Gli ultimi anni di Umberto Bindi: la povertà e l’appello di Gino Paoli

A causa di annosi problemi col fisco, Umberto Bindi ha vissuto gli ultimi due anni della sua vita in povertà. Per questo, nell’aprile del 2002, Gino Paoli lanciò un appello su Il Messaggero chiedendo che all’amico e collega venissero concessi i benefici della legge Bacchelli a sostegno degli artisti. Il vitalizio, però, sebbene prontamente concesso, arrivò troppo tardi: Bindi morì poco più di un mese dopo.