Venerdì 20 gennaio Quarto Grado si riapre con i casi di Martina Scialdone e Alice Neri al centro della puntata. Nel nuovo appuntamento con il talk show di Rete 4 condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero – il secondo del 2023 – la vicenda Scialdone si arricchisce di nuovi dettagli decisivi. La sera dello scorso 13 gennaio l’avvocato di 35 anni uccisa dall’ex Costantino Bonaiuti voleva infatti chiudere la relazione con l’uomo: si pensa così all’omicidio premeditato.

Quarto Grado: Costantino Bonaiuti era pericoloso, ma incidente o omicidio?

Molto più giovane, Martina era ormai agli sgoccioli con Costantino Bonaiuti, tanto che aveva iniziato a frequentare un altro uomo con cui sarebbe riuscita a uscire dalla paura per il suo ex. Fatale è stato però l’ultimo incontro d’addio. Campione regionale di tiro con la pistola, Costantino Bonaiuti aveva il porto d’armi in scadenza e aveva già in passato minacciato la ragazza di ricorrere alla violenza. Oltre a questi episodi d’ira, Bonaiuti ha perso un fratello in un incidente e due sorelle suicide e soffre di una forte depressione latente. Proprio di recente, appena prima dell’ultimo appuntamento, aveva dichiarato di volersi liberare delle armi, ma al locale si è presentato con una pistola, una decisione che fa pensare facilmente all’omicidio premeditato. L’avvocato, tuttavia, parla di uno “scarrellare” involontario dell’arma, in un tragico incidente.

Martina Scialdone, la vicenda

Lunedì scorso è stato organizzato un corteo nei pressi di via Tuscolana, fra viale Amelia e via Gubbio, con fiori e cartelloni per ricordare Martina Scialdone e tutte le vittime di femminicidio, a cui hanno partecipato tanti abitanti del quartiere e non solo. Il 13 gennaio l’avvocato 35enne è stata uccisa a colpi di pistola dall’ex Costantino Bonaiuti davanti al ristorante Brado, in viale Amelia. Al momento degli spari era presente il fratello di Martina che, dopo aver ricevuto dei messaggi dal tono agitato dalla sorella, l’ha vista morire tra le sue braccia. Il difensore di Bonaiuti, l’avvocato Taglialatela, nel ricorso contesta la premeditazione, la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga.

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