Un fiume in piena Rocco Siffredi nell’intervista a Le Iene in cui ha raccontato la sua verità, sul film SuperSex, sull’interpretazione di Alessandro Borghi nei suoi panni e soprattutto sulle presunte molestie sessuali denunciate dalla giornalista Alisa Toaff.

Questa sera, martedì 26 marzo in prima serata su Italia 1, a Le Iene l’intervista esclusiva Rocco Siffredi di Roberta Rei. Nel servizio il pornodivo commenta ciò che in questi giorni lo ha reso protagonista delle pagine di cronaca: la giornalista di un’agenzia di stampa, Alisa Toaff lo ha denunciato per molestie.

Siffredi e le presunte molestie ad Alisa Toaff, la verità di Rocco

Nel servizio in onda stasera anche i messaggi vocali mai resi noti fino a ora tra la giornalista Alisa Toaff e Rocco Siffredi. Qualche giorno fa, la Toaff aveva mandato a Siffredi il testo dell’intervista che intendeva pubblicare, ma l’attore le rispose con un messaggio vocale in cui esprimeva il suo essere contrariato, aggiungendo insulti sessisti, ingiurie e parole offensive.

Giornalista: “La mia intervista è stata sbobinata paro paro, per cui posso metterla direttamente come è stata registrata. Trovo molto offensive le tue parole e non ho nient’altro da dire. È la prima volta che mi trovo di fronte ad offese che potrei anche denunciare, offese anche sessiste molto gravi. Farò finta di non avere ascoltato questo messaggio proprio perché sono una donna con i co**** e per quanto riguarda l’ultimo aspetto, ritengo che forse il problema sia il tuo, quello del ca*** , perché a me non è mai mancato, però io preferisco andare con uno alla volta, buona serata”.

Siffredi: “Mi devo subire magari veramente delle critiche da parte di Alessandro o di Netflix per averti fatto un simpatico favore”.

Giornalista: “Non so chi ti abbia detto ‘non incontrare questa persona’, io sono ventisei anni che lavoro con tutti e a me non importa un cavolo di quello che pensi tu e la persona che te lo ha detto. Va bene? E ora se proseguirai con gli insulti sarò costretta a querelarti e sono seria”.

Siffredi: “Alisa, allora forse tu non hai capito, voglio solo dirti che è stata una mia decisione fare l’intervista con te. Mi hanno detto in assoluto che non dovevo farlo, pensa tu, solo per questo sono arrabbiato, perché mi sono dato una zappata sui coglioni da solo. Però pensavo che tu fossi stata un po’ più carina nel comprendere quello che t’ho detto. Perché è un’intimità vera, un dolore vero, ma non te l’ho detta come l’hai scritta tu. Tu l’hai scritta rimarcando, forzando ogni parola come se io fossi pazzo, come sei io fossi depresso perennemente, non t’ho mai detto questo. Ok Alisa, capisco che ti sei incazzata e volevo chiederti scusa di persona. Allora io ieri ho ricevuto una lettera molto, molto pesante da parte di quella donna che fa la parte della famiglia. Non ho dormito la notte. Poi stamattina prendo l’aereo, e ero già carico a molla. Arriva il tuo pezzo con tutta la parte su Borghi. Non lo so, è come se mi stesse un attimo crollando addosso tanta roba, ok? Quindi non sto cercando comprensione, per l’amor di Dio, non ti chiamo per quello, mi scuso perché ti ho mancato di rispetto, solo come donna. Il discorso giornalistico non ho cambiato manco una virgola, non ho trovato assolutamente la tua persona come me la immaginavo. Ho fatto una serie con tanta sincerità, ho risposto alle tue domande con tanta sincerità. Però mi aspettavo da parte tua un po’ di sensibilità in più nei confronti di una persona sincera. È questo il punto, non ho visto da parte tua, con la tua intervista, sia la prima che la seconda, una sorta di comprensione, questo dover per forza allungare e precisare tante difficoltà. Io sono stato sincero, però è come se mi fossi sentito usato. Voilà, te lo dico. Usato, tradito, non lo so, per questo ho reagito così, solo ed esclusivamente per questo. Quindi, di nuovo, ti chiedo scusa. Fai quello che ti senti di fare. Non ti sto dicendo non mi denunciare. Fai tutto quello che devi fare, però io sono stato sincero con te, ricordalo”.

Non avendo più ricevuto risposte al suo messaggio, a questo punto Siffredi manda un nuovo vocale alla giornalista perché non riesce più a comprendere il motivo del suo silenzio:

Siffredi: “Non riesco a capire perché adesso non mi parli più, non mi rispondi più, ca***! T’hanno sfanc**** tutti quanti e lo sai…e sei sempre uscita fuori con il sorriso e adesso nei miei confronti, che ho accettato di fare l’intervista e sono in grande difficoltà, mi hai beccato in un periodo terribile e te l’ho spiegato della lettera della moglie di mio fratello, però fai l’offesa vabbè, ci sta!”.

In realtà, dopo l’intervista, il clima era tutt’altro che teso, come dimostrano questo scambio tra i due:

Siffredi: “Super Alisa, devo dire che sei veramente simpatica, troppo forte, troppo carina e bona…[ride] te lo posso dire! Quando ti stringevo non te lo potevo dire troppo di più, però ca***! beh!… lasciamo perdere che mi stavi a fa venì proprio una roba un po’ particolare. Però, te l’ho detto per dirti che sei una donna top, femminilità top, tolto questo”.

E il messaggio in cui Siffredi fa riferimento all’arrivo dell’amica della giornalista nel luogo in cui stavano facendo l’intervista:

Siffredi: “Il problema è che io sono sempre molto sensibile e ho sentito tanto. Quando è arrivata l’amica tua, ciao! Eravate in due e non una e me ne sono scappato. Ma non scappato via perché ho paura, scappato via per non fare danni”.

Rocco Siffredi, l’intervista ad Alessia Toaff: il paragone con Alessandro Borghi

Di seguito lo scambio di messaggi telefonici tra l’attore e Alisa Toaff, dove Siffredi si lascia andare anche a commenti sull’interpretazione dell’attore Alessandro Borghi, che lo ha rappresentato nella serie tv sulla sua vita.

Siffredi: “Successivamente vedo la scena di Moana per me era un sogno, era ca***! Che bella! Vedo lì uguale questa faccia un po’ arrabbiata e sono in questi due momenti che io dico ma perché Alessandro ha questa faccia? Io non mi vedo così”.

Giornalista: “Posso dirlo?”

Siffredi: “Ma sì, perché poi tu puoi dire in tutta la storia è tutto vero. Tutto quello che è successo nella mia vita, tutto combacia. A parte questo continuo malessere di Rocco che più lo rivedo e più non mi rivedo, ma per il semplice motivo che per me sul set era la mia gioia”. 

Giornalista: “Sono meno cupo di Borghi. Questo lo possiamo dire?”

Siffredi: “Ma certo. Non è che io sono meno cupo di lui. Io sono assolutamente zero cupo sul set, sto parlando del sesso, le scene del sesso ci puoi fare il titolo. Per Rocco, il porno è stata la sua salvezza, perché io fuori dal porno ero triste, ho ricevuto anche messaggi di persone che dicono ‘Rocco io non ti conosco così cupo, tu non sei così, ti conosco da 30 anni, non sei questa roba qua’. Quindi io ho dovuto spiegare che effettivamente questa cupezza soprattutto durante il sesso non mi appartiene, non è mia, non sono mai stato così e lì ti racconto, anche che ne ho parlato con Alessandro, gli ho chiesto del perché e ho ricevuto ‘interessante la tua osservazione’, quindi tutto qua, cioè la serie è bellissima, la domanda è ‘perché l’hanno incupita così?’ Chiudo dicendoti che probabilmente hanno fatto anche bene perché purtroppo siamo nel 2024 ma è rimasto solo un tabu che si chiama il ca***. Ecco l’unica cosa di cui non si può parlare e dire quanto gode quel ca*** è il ca***. Se già era una f*** forse si spiegava pure meglio, ma in un’era in cui viene detronizzato quello che può essere l’uomo, la virilità… quindi la parità dei sessi, quindi la rivoluzione femminile, giustissima eh per l’amor di dio, giustissima, però è un momento particolare in cui l’uomo viene messo un pochino in punizione. Direi perenne perché è punito ieri, oggi, ma anche domani e quindi fare una serie su Siffredi diventa complicato poi andarla a spiegare. Concludo, Alessandro Borghi è un grandissimo, so probabilmente di averlo un pelino toccato nella sua intimità personale, cioè quella parte in cui magari si è sentito ‘ca***, non è piaciuta a Rocco la mia interpretazione’, parlando di quel viso quando fa sesso, ma gli dirò grazie tutta la vita perché non è facile fare Rocco Siffredi senza essere Rocco Siffredi. Quegli occhi lì, quello sguardo che ho io mentre faccio sesso con le donne, mi ha reso quello che sono oggi e probabilmente per Alessandro poteva essere forse qualcosa di troppo impegnativo oppure poteva essere frainteso quindi non sono arrabbiato, non sono deluso, anzi gli dirò grazie tutta la vita”.