Morgan e Fedez, presto sulle poltrone della giuria della prossima edizione di X Factor, si sono ritrovati di fronte ai microfoni di Muschio Selvaggio. Nel podcast, condotto dal rapper milanese e Michele Marra, il cantautore si è raccontato senza filtri, parlando anche (e soprattutto) della morte di suo padre. L’ex dei Bluvertigo ha svelato i dettagli con cui l’uomo ha scelto di andarsene e tutte le emozioni che questo ha fatto scattare in lui: era l’11 ottobre 1988 e Morgan aveva solo 15.

Morgan sulla morte del padre: “Ho sentito il privilegio di essere figlio di un suicida”

Ai microfoni di Muschio Selvaggio Morgan, da poco in Tv con Stramorgan, ha raccontato del suicidio del padre, avvenuto quando lui aveva soltanto 15 anni. Una tragedia a cui Marco Castoldi, questo è il nome del cantante all’anagrafe, ha dovuto dare un senso e un perché: “Si è tolto la vita in un modo davvero elegante. Ha preso una lametta, è partito dal polso e ha seguito tutto il braccio fino al collo. Poi ha fatto la stessa cosa sull’altro braccio. Si è disegnato le vene e mi sorprende, perché non era un romantico, non era un artista. Cosa posso fare se non trovare una forma artistica nella morte di mio padre?”. Poi, parlando delle sensazioni a caldo, provate durante il funerale, l’artista ha aggiunto:

Me ne sono vantato. È un gesto dissociativo, un gesto disperato. Usi questa cosa, cercando di trovarci dentro un’utilità. Perché altrimenti, oltre al danno c’hai una beffa. È stato spontaneo. L’ho sentito il giorno del funerale, ho sentito il privilegio di essere figlio di un suicida. È iniziata quel giorno la mia filosofia. È iniziata la filosofia. Perché la filosofia è chiederti: che cos’è questo?

Margon e la perdita del padre, “L’uomo che ti insegna il bene e il male”

Sul suicidio di suo padre, avvenuto l’11 ottobre del 1988, Morgan ha ragionato molto nel corso degli anni, cercando di comprendere il genitore “Infelice cronico”, ma sempre molto affettuoso con lui e sua sorella. Il cantante non ricorda il padre sorridente ma nei filmini precedenti alla sua nascita ha conosciuto un uomo felice: “Mio padre era un infelice cronico. Faceva cose che non voleva fare nella vita e io non l’ho mai visto felice. Però, poi ho visto dei filmini degli anni ’60 in Super8, e vedevo un uomo felice. Tant’è che io dissi a mia madre: “Chi è lui? Questo chi è?”. Lui era diverso. Mio padre prima di avere figli, era diverso. Non siamo stati noi, però. Mio padre era estremamente affettuoso”. E infine Morgan ha dovuto fare i conti con l’assenza di una figura importante durante la crescita:

Mi è sempre venuto un punto di domanda gigantesco. Il padre è l’istituzione, è l’uomo che ti insegna il bene e il male. È l’uomo che ti fa conoscere il mondo. Implode, sparisce, decide di lui di dire basta. E da quel momento ti cade tutto. Perdi tutto quello che sapevi della vita fino a quel mondo. È come un Governo che fa un golpe.