Dopo Paola & Chiara, nella puntata in onda martedì 28 febbraio Le Iene ospitano un’altra artista reduce dal successo del Festival di Sanremo 2023: stiamo parlando di Mara Sattei, che ha preso parte alla kermesse con il brano Duemilaminuti – scritto da Damiano David, frontman dei Maneskin – e che si è esibita in diretta nello studio di Italia 1 sulle note della stessa canzone. Poco dopo, la cantante è stata protagonista del monologo che è ormai diventato un appuntamento fisso del programma. Questa volta il tema centrale è stata la sua fede e il suo amore smisurato per la musica.

Il monologo di Mara Sattei a Le Iene

Nel corso del suo monologo, Mara Sattei ha infatti parlato di quanto credere in Dio sia stato e sia tutt’ora una parte importante della sua vita. Il suo racconto è iniziato dalla sua infanzia: “Avevo circa 8 anni, mi trovavo al mare e si stava avvicinando il tramonto. I miei amici stavano giocando sulla spiaggia e io alzando gli occhi ho realizzato quanto immenso fosse il cielo e quando piccola in realtà fossi io. In quel momento mi sono sentita meno sola: è come se avessi capito che qualcuno era lì ad ascoltarmi, nonostante tutto sembrasse così irraggiungibile”. Da quel momento, la cantante ha capito che le due cose che la facevano stare meglio in assoluto erano due: la musica e la fede. “La musica mi ha sempre connessa a qualcosa che va oltre ciò che posso comprendere. Chi canta prega due volte, e credere in Dio mi ha dato la forza di combattere, di non avere paura. Mi ha fatto sentire amata, e mai dimenticata; un amore che non finisce e non si stanca. Credere mi ha fatto capire chi sono, e ha dato delle priorità alla mia vita che vanno oltre le cose materiali”.

 

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Siamo così abituati, nel mondo moderno, a desiderare quasi esclusivamente cose materiali, che in realtà non sono così utili come pensiamo, da tendere a dimenticarci che le cose importanti sono altre. “Siamo sempre a rincorrere qualcosa che non ci soddisfa, e allora proviamo a comprarlo. Ma questo non compensa quel vuoto. A volte basta solo fermarsi ed essere grati per quello che si ha, nella semplicità delle piccole cose. Cucinare per una persona che amo, chiamare mia nonna tra un’intervista e l’altra, o chiedere a mia madre e mio padre “come stai?”. La musica mi ricorda ogni giorno tutto questo”. Mara Sattei ha quindi riassunto tutto ciò che la musica significa per lei: “Quando scrivo e quando canto c’è qualcosa che parte da dentro e mi fa sentire libera, viva, amata. La musica mi ha resa capace di sognare, e mi ha fatto capire quanto è bello sentirsi fragili e umani. Quindi, chi canta prega due volte, e la mia preghiera è semplicemente dire grazie per tutto questo”.

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