Sono trascorse oltre due settimane dalla squalifica di Enrico Montesano da Ballando con le stelle, ma il polverone mediatico sollevato dall’esclusione più controversa della storia del dance show di Rai 1 non si è ancora diradato. A riaprire il fronte delle polemiche è proprio l’attore romano, nel corso di un’intervista in cui attacca a testa bassa Viale Mazzini usando termini forti: nel suo j’accuse, infatti, Montesano parla di “diritti calpestati” e lamenta di aver ricevuto un trattamento che “non si riserva nemmeno a un assassino colto in flagranza di reato”, chiedendo infine di essere reintegrato nel programma.

L’attacco di Enrico Montesano alla Rai

Era il 14 novembre quando esplose il caso Montesano. L’attore fu beccato mentre sfoggiava durante le prove una maglietta con il simbolo della Decima Mas, e la scritta Memento audere semper: un look discutibile e interpretato da molti come un chiaro riferimento al fascismo (di cui la Decima Mas fu braccio militare d’elite), che fece scattare immediatamente la reazione della Rai, che scelse di depennare il nome dell’attore dalla lista di concorrenti di Ballando con le stelle 2022. Ora, però, Montesano ha deciso di passare al contrattacco e chiede senza mezzi termini di poter tornare in gioco. “Sono stato condannato senza processo ed escluso senza possibilità di spiegare le mie ragioni. Questo è un trattamento che non si riserva neanche agli assassini presi in flagranza di reato”, dice l’interprete romano. Che poi continua nella sua arringa difensiva: “I valori democratici e civili, a cui si è fatto riferimento nel comunicato che annunciava la mia sospensione dal programma, da parte della Rai, sono stati reiteratamente calpestati, così come i diritti della persona tutelati dalla nostra costituzione. Mi sono perfino scusato con chi si è sentito offeso”.

“Voglio tornare a Ballando con le stelle”

Montesano, poi, contesta punto su punto l’accusa di aver inneggiato al fascismo vestendo una t-shirt col simbolo della Decima Mas: “Ho indossato una maglietta, durante le prove, recante simboli della Marina Militare Italiana, assolutamente legale e legata a momenti non solo bui e dolorosi, ma anche gloriosi e meritevoli di essere celebrati; tanto che in occasione di avvenimenti ufficiali hanno sfilato e sfilano, alla presenza delle più alte cariche dello Stato”. Poi l’attore che interpretò il Conte Tacchia fa notare a tutti che in questo periodo la Rai sta per realizzare un film proprio sulle eroiche gesta del comandante della X Mas, Salvatore Todaro, cosa piuttosto singolare poiché quel simbolo a lui è costato la squalifica. E infine la richiesta di essere reintegrato nel cast di concorrenti della trasmissione di Milly Carlucci:

“Chiedo formalmente alla Rai di tornare sui propri passi e di reintegrarmi nel programma, per darmi la possibilità di spiegare ai telespettatori e all’opinione pubblica la mia posizione, altrimenti riuscirebbe difficile non credere ad un accanimento ad personam. Sono un uomo libero, di pace e di dialogo come la mia storia personale ed artistica dimostra. Vorrei tornare a fare il mio lavoro per il pubblico che non mi ha mai lasciato solo e che ringrazio di cuore. A chi ha strumentalizzato la vicenda, dandone una lettura artatamente negativa, per interesse, ignoranza o leggerezza, dico che non ho commesso alcun reato, indossare una maglietta non vuol dire inneggiare a nulla e nessuno, come quando si indossano magliette con altri simboli, scritte e immagini”.

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