Un approccio alla cucina amorevole come quello di un buon papà, e solare come la sua terra d’origine, la Sicilia. E’ questo il mood che propone Vittorio Vaccaro, attore, musicista, conduttore, asso dei fornelli e volto noto di Food Network, dove i telespettatori lo ritroveranno dal 9 luglio ogni domenica pomeriggio con la nuova stagione di “A Casa Cucina Papà”, un format molto apprezzato che ci regalerà anche qualche gustosa novità che ci facciamo anticipare direttamente dal ‘padrone di casa’.

Vittorio Vaccaro, pronto a ripartire con “A Casa Cucina Papà” su Food Network, quali novità possiamo aspettarci? Cosa puoi anticiparci?

“Innanzitutto possiamo dire che quest’ anno ‘A Casa Cucina Papà’ avrà un piglio un po’ diverso,  più curioso. Con gli autori abbiamo infatti scelto di andare più a fondo nel raccontare le ricette che proponiamo, addentrandoci un po’ di più, per esempio, nella storia di alcuni piatti,  portando il pubblico alla scoperta delle loro origini. Lo facciamo ovviamente sempre a modo nostro:  simpatico, ironico,  con quella leggerezza che mi contraddistingue e che mi piace tenere come mood principale della trasmissione. Poi c’è un’altra piccola novità  che spero farà piacere agli spettatori: in alcune puntate passeranno anche le mie figlie, la mia Giulia, e quelle della mia compagna (Luna Berlusconi ndr), Luce e Rebecca.”

Per dare un senso ancora più concreto al titolo della trasmissione che recita “A Casa Cucina papà”?

“Sì, d’altronde quel titolo è ispirato a quello che succede davvero a casa nostra regolarmente. Anche la cucina in cui giriamo è la nostra. Io sto lì a preparare  e loro arrivano, entrano, escono, mi chiedono di aiutarle con i compiti e quindi ho pensato, perché non raccontare ancora meglio anche questo? Quindi  in trasmissione, quando passeranno in cucina chiederò a loro di aiutarmi”.

E le ragazze sono state contente di questa nuova esperienza?

“Si, è stata una cosa divertente e molto tenera: erano emozionatissime, ma si sono rivelate bravissime. Naturali, a loro agio, veloci”.

Ma cucina veramente solo papà a casa?

“Praticamente sì, ma c’è da dire che io sono sempre molto contento di farlo. Per me è il modo migliore di prendermi cura delle persone a cui voglio bene. Cucinare per le persone è un atto d’amore. Mangiare e cucinare bene: con prodotti buoni, semplicità e con tanta attenzione è donare e donarsi, l’ho imparato da mia madre che mi faceva sempre trovare quello che mi piaceva quando tornavo da scuola. E ancora oggi quando torno a casa mi fa trovare  i miei piatti preferiti!

E quali sono?

“Uno è la pasta incaciata, una ricetta straordinaria che mangio solo cucinata da mia madre e non mi azzardo a rifare.  L’atro piatto che mi prepara sempre perché sa che lo amo, l’ ho invece riproposto anche in trasmissione: buonissime polpette di uovo, una specie di frittatine, che poi si passano al pomodoro e si insaporiscono con il basilico. Due piatti semplici ma eccezionali”.

Ma una persona come te che ama cucinare e ha sempre pronti tanti consigli e tante idee, quando non ha voglia di mettersi ai fornelli come si arrangia?

“Sincero: la prima opzione è il delivery, pizza o sushi che a casa mia piacciono a tutti. La seconda alternativa è  prendere tutta la famiglia e andare a mangiare fuori. Però prima di tutto questo, consiglio sempre di guardare bene cosa si ha in frigo e in dispensa perché spesso, anche quando si crede di non avere nulla in casa si trova qualcosa da utilizzare o riutilizzare per fare un buon piatto anche quando non ci va di metterci a cucinare per ore. Ne parlavo proprio qualche giorno fa con lo chef stellato Morelli, bisogna sempre provare a mettere insieme in modo creativo quello che ti è rimasto: un pezzo di formaggio, un bicchiere di vino e hai fatto un’ottima cena con poco. Anche un’insalata con un po’ di fantasia può diventare un piatto gustoso anche se velocissimo da preparare. E poi, quando si è a corto di idee bisogna sempre ricordarsi che ci sono tante persone come me, pronti a dare qualche consiglio furbo  sui social network dove potete sempre trovare tanti piatti veloci semplici e buoni”.

Una definizione del tuo concetto di cucina? Quali sono gli elementi che la contraddistinguono?

“Il primo elemento della mia idea di cucina direi che è la semplicità. Poi la stagionalità ,che è una cosa che fa bene all’ambiente ma è anche importante per il sapore, perché un pomodoro che troviamo a giugno ha un gusto ben diverso da un pomodoro che mangiamo a gennaio. E poi per me è importante anche la bellezza del piatto, occuparmi dei dettagli dell’impiattamento mi diverte, è un atto di amore in più, ma anche un atto che serve un po’ alla vanità di chi prepara. Sentirsi dire, oltre ‘che buono’ anche ‘che bello questo piatto!’ è una gran soddisfazione!”

Tu vieni dal mondo dello spettacolo e ora ti occupi di cucina, ma c’è un elemento in comune che lega questi due mondi?

“Per me l’elemento comune è la passione, che è la mia benzina. Se io non ho passione per una cosa non la faccio, non riesco a ‘sentirla’e quindi a farla bene. Però serve sempre anche l’umiltà. Ti faccio un esempio, l’anno del Covid è stato per noi artisti devastante, un amico mi ha segnalato che si aprivano le graduatorie per insegnare nelle scuole musica. Io, molto riluttante, sono entrato ad insegnare ad una scuola, ma mi sono subito reso conto che non era il mio mondo. Sono tornato a casa felice per avere uno stipendio per quei mesi e sono stato orgoglioso di averlo fatto, anche per aver dato un esempio di vita reale a mia figlia. Poi, avrei potuto continuare, ma quando si sono aperte altre strade ho deciso di lasciare l’insegnamento perché non sentivo la passione per quel lavoro: sentivo che non era una cosa giusta per me e quindi nemmeno per gli studenti. Questo per dire che in tutto quello che faccio, in tutti i campi, l’umiltà e la passione sono i due concetti che segnano il mio percorso”.

Che diresti se tua figlia o una delle figlie della tua compagna decidesse di intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo?

“Io direi loro di fare sempre quello che si sentono. E poi, sempre di studiare, approfondire, mettersi alla prova. Io sono un attore perché mi sono diplomato all’Accademia, sono un musicista perché ho studiato al Conservatorio, ora che mi occupo di cucina vado a studiare con grandi chef che ammiro. Io devo andare in fondo alle cose e questo consiglierei sempre a mia figlia, qualsiasi scelta decida di fare per il suo futuro”.

Tra un Oscar, un Grammy e una stella Michelin quale di questi sogni vorresti realizzare?

Direi l’Oscar, perché la recitazione è la mia più grande passione e il sogno c’è sempre. Però la verità cè he piuttosto mi immagino a presentare il Festival di Sanremo. La conduzione mi ha sempre incuriosito, entusiasmato, e da bambino mi ricordo che ero incantato a guardare Pippo Baudo che presentava su quel palco. Quindi sì, più che un Oscar mi immagino realizzare prima o poi questo sogno di guidare Sanremo sul palco dell’Ariston, chissà.

Programmi per questa estate?

Ora siamo appena arrivati in Sardegna per staccare qualche giorno, poi tornato a casa andrò a ‘studiare’ da uno chef di sushi bravissimo. Ho qualche data in programma con il mio quintetto musicale, uno dei concerti sarà anche  al Castello Sforzesco di Milano il 12 agosto. E poi ovviamente la domenica pomeriggio vi aspetto tutti su Food Network con A Casa Cucina Papà”.

 

Tagged in:

Food Network