Domenica 11 giugno alle ore 21, torna il prestigioso e attesissimo Premio Ravera – Una canzone è per sempre. La kermesse, giunta alla sua ottava edizione, è stata fortemente voluta dal suo ideatore, nonché direttore artistico, Michele Pecora che l’ha pensata per celebrare e ricordare Gianni Ravera, indimenticabile pilastro della storia della musica e della televisione italiana. “Sono molto felice, perché volevo un momento per ricordarlo nella sua terra di origine. – ci spiega Pecora alla vigilia dell’evento, dove sarà presente con la sua Orchestra Mediterranea – Devo dire che la partecipazione di tanti amici, colleghi e discografici, in questi anni, ha fatto crescere il Premio. Io l’ho fatto con un semplice sentimento di riconoscenza”.

E di volti noti, sul palco del Campo Sportivo Comunale di Castelraimondo (Macerata) ce ne saranno parecchi: da I Cugini di Campagna, a Marcella Bella, passando per Donatella Rettore, Michele Zarrillo, Fausto Leali, Iva Zanicchi, Paolo Vallesi, Silvia Salemi, Marco Carta, Gatto Panceri, Le Deva, Mannini, Noor, Antonio Maggio, SindroMe e i Gemelli di Guidonia.

Un mix di artisti, molti dei quali legati al nome di Gianni Ravera, che vanno a sottolineare la forza della musica in un crossover generazionale e che il famoso organizzatore di eventi avrebbe accolto a braccia aperte, con il suo sguardo sempre attento e il fiuto per le novità: “Tanti di loro sono amici, amici di palco: spesso ci siamo trovati insieme e ci siamo sempre divertiti. Un connubio di artisti che abbracciano sia la storia della musica italiana, sia le nuove tendenze, un modo per sintetizzare ancora di più quello che era Gianni, un professionista legato al presente ma molto attento al futuro”, sottolinea con forza Pecora nella nostra chiacchierata.

A presentare questa ottava edizione, in diretta anche su Radio Subasio, ci sarà Carlo Conti (I Migliori anni), mentre i primi anni al timone della kermesse c’era Pippo Baudo: cosa è cambiato con il cambio di testimone?

Baudo è stato certamente il più titolato ad aprire il Premio Ravera nella sua prima edizione, per il rapporto che ha avuto con Gianni (di lavoro e di amicizia). Carlo, oggi, è colui che viene dal mondo della musica, lo conosce bene, e rappresenta il legame tra la tradizione e l’innovazione. Direi che è la persona più giusta per questa ottava edizione. 

Ci saranno anche delle nuove promesse, sentiremo ancora parlare di loro?

Sì. Noi abbiamo fatto un grande ascolto nei mesi passati. Abbiamo sentito tantissimi ragazzi e c’è tanto talento ma ,come sempre accade, il talento va guidato. Abbiamo voluto offrire un palco importante con l’aggiunta della possibilità di confrontarsi con artisti importati, ma anche con altre figure del mondo della musica, come produttori, discografici, giornalisti, per avere un visione a 360° di questa realtà, che spesso non si conosce fino in fondo.

Ci racconta qualche aneddoto legato a Ravera?

Tutte le volte che ci incontravamo, in qualsiasi parte d’Italia, aveva una commozione sapendo che io abitavo nelle Marche, anche la sua Terra a cui era molto legato. Mi chiedeva degli amici che aveva lasciato lì da ragazzo e voleva sapere se gli avevo visti e se stavano bene. 

Il più grande insegnamento che le ha lasciato?

Di andare oltre all’apparenza, ossia riuscire a capire quando un’artista può avere quel qualcosa in più per emergere rispetto ad altri e a pari condizioni. Perché nella musica e nell’arte, in genere, la forza non ti arriva dalla perfezione ma da quella piccola imperfezione che caratterizza il personaggio.

Nella sua attività di talent scouting, anche al fianco di Mara Maionchi, quale talento le è rimasto impresso?

Barbara Cola. L’ho conosciuta quando aveva 16/17 anni tramite un amico, e capii subito di avere di fronte una straordinaria cantante, che aveva una vocalità incredibile e una timbrica unica.

E chi invece avrebbe meritato più spazio nel panorama musicale?

È sempre difficile dirlo. Spesso anche a me dicono ‘Sei molto bravo, meritavi di più’. Io però rispondo sempre ‘Va bene così grazie’, nel senso che se fai questo mestiere per passione, il consenso è una cosa secondaria: se arriva meglio, ben venga, ma altrimenti hai già fatto una cosa bella e importante. Penso a Nino Bonocore, che ha scritto delle cose stupende, lui come altri, ma sono convinto che lui risponderebbe come me.

Sta lavorando a qualche brano?

Sì, a dei brani nuovi ma anche a una compilation con tutte le canzoni mie o scritte da me per altri. Un cofanetto che raccoglie tutti i mie lavori in arrivo per settembre.

Che progetti ci sono nel suo futuro.

Sto lavorando a un tour che andrà avanti per tutto il 2023. È una seconda tappa delle mia vita e della mia  carriera, che dura da 47 anni.

Un sogno?

Vorrei partecipare al Festival di Sanremo.