Quante emozioni per i Jalisse in questi ultimi mesi: da quelle vissute sul palco dell’Ariston, dove Fiorello li ha fortemente voluti come ospiti, ai riflettori di Una voce per San Marino, dove hanno gareggiato per tornare a calcare il palco dell’Eurovision Song Contest. Sono proprio degli ossi duri Fabio Ricci e Alessandra Drusian, e parlando con loro al telefono traspare chiaramente la passione per il loro mestiere e la voglia di continuare a farlo. Per anni hanno investito lacrime, soldi e cuore, con così tanti alti e bassi che altri al posto loro avrebbero mollato molto prima. Ma loro no, loro sono rimasti fedeli al loro motto “Non si molla mai”: troppo semplice etichettarli come i grandi esclusi del Festival di Sanremo, dove tentano di tornare da 27 anni, esattamente da quando trionfarono con l’indimenticabile Fiumi di parole, nel 1997.

In tutto questo tempo i Jalisse non hanno mai smesso di credere in loro stessi, e ora tornano alla ribalta con il singolo portato a San Marino, Il Paradiso è qui, a cui seguirà un album e un tour in giro per l’Italia: “Dentro tutti noi c’è sempre un grande Paradiso, anche se viene soffocato da tutto il brutto che abbiamo attorno, lo teniamo segreto per timore che venga inaridito, ma è importante che ognuno riesca a tirarlo fuori senza paure”, afferma energica Alessandra parlandomi del pezzo, che abbiamo potuto anche ascoltare durante la puntata di Domenica In il 10 marzo. Ecco, l’energia è uno dei tratti distintivi di questa coppia piena di positività, tanto da non aver provato nessuna delusione per il risultato ottenuto a San Marino, anzi: “La delusione è proprio l’ultimo sentimento che ci può colpire”, sottolinea Fabio, che ci tiene a far capire quanto orgoglio e felicità provino come artisti che “Con arco e frecce, l’amore del pubblico, la testardaggine e tanti sacrifici, non hanno mai mollato”.

E quindi come è stato partecipare a Una voce per San Marino ed essere di nuovo in gara su un palco come Jalisse?

È stata un’esperienza incredibile – risponde Alessandra Drusian -. Tornare a fare una gara è come far rivivere emozioni che abbiamo già provato in passato con Sanremo. È stato un bel risveglio: addirittura io finita l’esibizione mi sono messa a piangere, perché ero felicissima di essere su quel palco.

Immagino che i ricordi del vostro Eurovision nel ’97 a Dublino siano stati tanti?

Uh sì assolutamente, anche perché l’aria che si respirava a San Marino era come quella dell’Eurovision: internazionale e di condivisione. La gara c’era, è ovvio, però al centro c’era la musica e l’unione tra tutti. Ovviamente vai con la speranza di poter tornare all’Eurovision, ma sono rimasta soddisfatta di aver vissuto un momento così importante, pieno di adrenalina: è bello risvegliare certi sentimenti ed emozioni.

Tornando al pezzo portato a San Marino, Il Paradiso è qui, seguirà un album, un tour dei Jalisse in giro per l’Italia?

L’album lo stiamo già scrivendo. Inseriremo anche i singoli che non erano in quello precedente (Voglio emozionarmi ancora, ndr) e dal 7 marzo siamo in giro per le piazze d’Italia partendo da Torricella in provincia di Teramo. Ma siamo anche onoratissimi perché a ottobre l’Eurovision ha scelto i Jalisse in rappresentanza per l’Italia per l’Eurovision on tour, che partirà da Madrid per arrivare sino in Australia.

Jalisse, Alessandra Drusian e Fabio Ricci (Credit Alessandro Rabboni)

Jalisse, Alessandra Drusian e Fabio Ricci (Credit Alessandro Rabboni)

Abbiamo detto che il motto dei Jalisse è ‘non si molla mai’, ma vi pesa essere visti come i grandi esclusi di Sanremo?

Io ho – racconta Alessandra – un vecchio bigliettino trovato nei biscotti della fortuna, che diceva proprio “Non mollare mai”, l’ho messo nel retro della custodia del telefono, e lo ripeto come un mantra ogni giorno. Non sai quanto è bello – continua Fabio – insegnare questo alle nostre figlie e a chi ci sta vicino, capire che per rinascere devi anche cadere e che nonostante il fango e le cattiverie dette su di noi, siamo riusciti a trasformare tutto questo e sorriderci ora, anche se prima ci abbiamo pianto. Nessuno ti dà indietro il tempo rubato e quello che potevamo realizzare: abbiamo vinto Sanremo, quarti all’Eurovision, potevamo iniziare la nostra carriera e invece ci è arrivato addosso un treno di negazione come se non avessimo dovuto vincere. Eppure è con questo spirito, con questa liberà che noi ancora oggi andiamo avanti: noi cerchiamo di fare qualità e non numeri per forza, facendo i cantautori che provano a raccontare qualcosa, e se qualcuno poi si innamora di noi, beh… allora abbiamo vinto.

Come è venuta a Fiorello l’idea di riportare i Jalisse all’Ariston?

Non lo so – sorride Alessandra raccontandoci come è successo -. Già la prima volta che andammo a Viva Rai2!, la volta in cui Bruno Vespa ci tenne l’ombrello, prima che finisse il collegamento, Fiorello ci disse: “State pronti Sanremo…”, e con le dita fece il numero tre, ma non capimmo. Poi quest’anno, subito dopo Natale, ci arriva la telefonata di un agente che ci disse che Fiorello ci voleva sul palco dell’Ariston, ma che nessuno doveva sapere nulla. Bene, fantastico, aveva mantenuto la parola, abbiamo pensato! E da Natale a febbraio abbiamo dovuto mantenere il silenzio totale: prima doveva essere in un modo, poi in un altro, poi si è scoperto che saremmo saliti sul palco anche se voleva fosse una sorpresa assoluta perché desiderava dire lui di averci riportato lì e nessuno doveva sapere niente. Quindi, fino all’ultimo momento è cambiato tutto: prima doveva essere sabato, poi venerdì, prima un tipo di sketch, poi un altro, fino a che all’improvviso alle 19 di sera ci chiamano. Noi eravamo a Bordighera per non farci scoprire, pensa che ho anche mentito a un ristoratore che ci ha riconosciuto! Quando è arrivata la telefonata ci dicono che ci stavano venendo a prendere perché alle 20 Fiorello avrebbe avuto la diretta con il Tg: io avevo i capelli dritti, Fabio era in mutante (sorridono, ndr), e abbiamo preso tutta la nostra roba, ci siamo vestiti di corsa, e una volta arrivati al globo con cappello e occhiali da sole, ci hanno portato al balconcino di Mollica dove Fiore parlava con le nostre sagome e noi rispondevamo da dietro. Poi alle 23.30 abbiamo svelato che eravamo lì con Vessicchio e infine l’esibizione. Mi sentivo dentro a un frullatore, ma Fiorello è così, lui cambia tutto sempre all’improvviso. Noi lo ringraziamo infinitamente perché ci ha dimostrato un grande affetto, come dobbiamo dire grazie anche ad Amadeus, perché se non ci avesse aperto le porte noi non saremo mai saliti. Pensa – aggiunge Fabio – che siamo andati sul palco senza mai provare, perché se lo avessimo fatto i giornalisti ci avrebbero riconosciuti e addio sorpresa, non sapevamo le nostre reazioni ed emozioni dopo 27 anni, ma è stata adrenalina pura.

Quindi tanta felicità per questo ritorno all’Ariston come ospiti, ma il sogno di gareggiare è ancora forte?

Ma secondo te, noi potremmo fare a meno di portare avanti la tradizione di presentarci alle selezioni di Sanremo? Se siamo gli eterni esclusi, vogliamo continuare ad avere questo primato.

Tra poco ricomincia l’Isola dei Famosi, che ricordo ne avete e perché avevate scelto di partecipare?

Volevamo fare un’esperienza diversa, anche se io aveva paura sin dall’inizio perché sapevano che non avremmo avuto nessun tipo di agio, dalla mancanza di cibo al cuscino per dormire. Non è stata per nulla un’avventura semplice, perché non è che dietro alle telecamere ti passano la fettina panata o il panino. Ma è stato incredibile, anche se io non lo rifarei, Fabio si: per me L’Isola è una cosa che, una volta finita, è rimasta lì, come se l’avesse vissuta un’altra Alessandra. Io invece vorrei rifarla – replica Fabio – perché l’esperienza è stata mitica e mi ha messo in contatto con quello che non conoscevo. Per me sono stati tutti stimoli, come vedere i pellicani la mattina, le mante che nuotano, le costellazioni di notte: tutto dipende dalla filosofia con cui ti approcci, se vai lì per far casino e vuoi solo visibilità è una lotta, se vai per fare il tuo percorso è diverso.

Come sarà l’Isola dei Famosi con Vladimir Luxuria al timone?

Meravigliosa perché lei l’ha fatta ed è stata opinionista, ne conosce bene le dinamiche ed è un’ottima osservatrice. Secondo me ne uscirà vincente.

Chi vedreste bene invece come opinionista?

Difficile pendere il posto di Vladimir. Ho sentito che si parla di Sonia Bruganelli, ma non se sarà lei, nel caso fosse lei è bella tosta – risponde Alessandra – l’ho vista agguerrita anche al Grande Fratello. Io ci vedrei un vincitore delle passate edizioni – aggiunge Fabio -. Non so un Vaporidis, o anche uno dei Cugini di campagna, o Valentina Persia, che oltre a dare un punto di vista di chi già c’è stato, potrebbe portare qualcosa di simpatico, di diverso. Io ci metterei Alvin – conclude Alessandra -. Se non fosse più l’inviato, lui sarebbe perfetto: ha vissuto tutto. Ti direbbe anche quanti granchi ci sono nella Palapa, sottolinea Fabio.

Rifareste un reality?

Io metterei proprio la firma, se mi facessero rifare Tale e Quale, afferma entusiasta del ricordo Alessandra -. Pechino Express per esempio no, ma lo farei fare a Fabio con le figlie.

Come è essere coppia nella vita e nel lavoro dopo tanti anni? Fila sempre tutto liscio oppure no?

Come l’olio guarda – risponde Alessandra ironica mentre si prende in giro giocosamente con Fabio -. Gli screzi, le divergenze sono normali sia in famiglia che su lavoro, e sarebbe strano se non ci fossero. Lavoriamo e stiamo insieme h24, ma non è che ci sopportiamo sempre: io sono una che sclera parecchio, mentre Fabio è quello più tranquillo, che cerca sempre di mettere la pace.

Avete mai pensato di prendere strade da solisti oltre al duo Jalisse?

Sì, negli anni le tenti tutte le strade. Ci dicevano “Vabbè ma sempre solo duo…” – ricorda Fabio – e allora nel 2000 avevamo proposto Alessandra Drusian come solista a Sanremo.

Progetti e sogni futuri?

Io di duettare con Annie Lenox – afferma Alessandra – anche una sola nota, per me sarebbe il massimo. Il mio sogno nel cassetto – conclude Fabio – è realizzare quello di Alessandra.