E sono proprio delle meraviglie i luoghi che Alberto Angela ha visitato nella terza e ultima puntata del suo programma documentaristico chiamato appunto, Meraviglie – Stelle d’Europa. Questa sera, il divulgatore scientifico, è andato in onda con l’episodio finale della quinta edizione di quello che è un vero e proprio viaggio tra le bellezze naturali, culturali e artistiche del Vecchio continente, luogo a cui ha dedicato questa stagione, come sempre ricca di cuoriosità, di spunti, di scenari meravigliosi raccontati, neanche a dirlo, magistralmente da un insuperabile Alberto Angela.

La puntata, suddivisa in tre parti, è iniziata con la scoperta di posti magici in Spagna: dall’Andalusia, passando per Cordoba con la Mezquita, poi Granada con l’Alhambra e infine la stupenda Piazza di Spagna a Siviglia, per rendere omaggio a un territorio che per secoli ha testimoniato il passaggio di culture e religioni così profondamente diverse tra loro ma anche strettamente legate da un invisibile file rouge di arte e cultura:

Siviglia è davvero unica: punto di incontro di culture e religioni, luogo di ambientazione di alcune delle più grandi opere della lirica, centro importantissimo per il flamenco, scrigno che custodisce #Meraviglie artistiche ed architettoniche incredibili.

Per la seconda parte della trasmissione, invece, il viaggio di Alberto Angela approda in Italia, nella città di Palermo, con il teatro Massimo, la Cappella palatina, l’omaggio a Giovanni Falcone, per finire con tutte le ricchezze che questo incantevole luogo sa offrire, perché come ricorda il conduttore su Twitter:

Luoghi: cupole, resti di moschee, statue gesticolanti, orti barocchi, magnificenze liberty. Popoli: fenici, romani, bizantini, arabi, normanni, spagnoli, francesi, piemontesi, austriaci. Insomma Palermo. Qui nulla è siciliano, ma tutto si fa siciliano.


E infine si giunge a Praga, la città dalle cento torri. Qui Albero Angela va alla scoperta del ponte Carlo, della torre dell’orologio astronomico, passando per la meravigliosa cattedrale di San Vito, fino al quartiere ebraico e ai suggestivi vicoli:

Quando si va via da Praga c’è sempre un velo di tristezza. È come se la città, complice l’atmosfera magica nella quale è immersa, ti lanciasse un incantesimo per tenerti stretto a sé, abbracciarti, coccolarti e continuare a farti sognare.

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