Si parla di Shakira e di Gerard Piqué ovunque. Dagli aperitivi tra amici alla tv (ultima di una lunga serie, la striscia dedicata da La Vita in Diretta): tra mille cose dette, poi si finisce lì. “L’hai sentita la canzone di Shakira?”.

La canzone di Shakira sarebbe BZRP Music Session #53, realizzata con il dj Bizarrap: brano primo in classifica ovunque con 123 milioni di visualizzazioni su Youtube nei primi quattro giorni di presenza diventate 191 milioni in 12 giorni.

Non è la canzone in sé a colpire – ne ha composte di migliori, decisamente – ma il contesto nel quale va ricondotta quella canzone. Che racconta l’amaro epilogo di un amore travolgente. Quello tra una cantante colombiana e un ex calciatore spagnolo del Barcellona.

Shakira e Piqué: una storia finita male

Shakira e Gerard Piqué, una coppia celebre e sfatta, dopo anni di convivenza. Niente di nuovo sotto al sole: cose trite e ritrite. Ci sono – e ci siamo – passati da poco: Francesco Totti e Ilary Blasi sembravano inscalfibili. La classica fiaba moderna intrisa di tutti quei valori generazionali tramandati nei secoli. Macché. La vita racconta altro: ci si accoppia e ci si evolve, poi ci si lascia e, spesso, così male che oltre agli stracci volano anche particelle d’odio viscerale.

L’eccezione, semmai, è stare insieme una vita: a volte è un privilegio, ma succede davvero a pochi. Altre ancora è un’abitudine: questo succede a parecchi. Vale per le star e vale per i comuni mortali. Però, stavolta, qualcosa è successo.

Parla sei lingue, ha due figli

Shakira è anagraficamente una donna fatta e compiuta: classe 1977 (Piqué ne ha dieci di meno), conosciuta e apprezzata in ogni angolo di mondo – poi, per carità, per qualcuno sarà insopportabile ma tendenzialmente è una che piace – e fa la cantautrice. A detta di tanti, la fa pure bene: è brava.

I critici musicali dicono di lei: versatile, trainante, originale. Una che sperimenta. Dicono anche che parli bene almeno tre lingue – inglese, spagnolo e portoghese – e che se la cavi pure con l’italiano, il francese e l’arabo. È mamma: due figli, avuti proprio con Piqué, Milan e Sasha. Vita piena, ogni cosa al suo posto con la consapevolezza di raccontarsi e raccontare di sé al mondo con incredibile energia, positività, serenità.

La femminilità di Shakira: un punto di forza

Mentre altri sono un fascio di nervi perché – magari – la quotidianità ti mette a dura prova, lei no: un fascio di luce che ammalia e rallegra. È una che mette di buon umore, Shakira: balla, si dimena, sorride. Porta con sé un carico di femminilità pazzesca: ne fa un punto di forza. Un orgoglio. Un elemento valoriale irrinunciabile. Il suo essere donna – di rimando mamma, compagna, artista – e il suo essere femmina – per esempio la spiccata sensualità, la cura di sé, l’inclinazione alla dolcezza senza per questo scadere in forza di carattere e determinazione – sono un binomio cementato nel corso degli anni.

Ti atteggi tanto da campione
E quando avevo bisogno di te, hai dato la tua versione peggiore

Shakira vale milioni di altre donne note e anonime. Femmine come lei, sicure come lei, dolci come lei. E, come lei, così necessarie. Perché il maschilismo non è morto: ha un occhio aperto anche quando pare sopito e qualche volta degenera. La querelle di genere spesso altro non è che un mero approccio sulle pari opportunità: si dividano i candidati in parti uguali, si adeguino gli stipendi, si equilibrino i poteri.

Sciocchezze, artifici, illusioni. La verità è che ogni singolo centimetro di spazio aperto è una conquista che le donne devono battagliare. Un po’ meno di ieri, forse sì, e magari un po’ più di domani, ma siamo ancora in una terra di mezzo in cui pochi uomini si rapportano alle donne con equivalenza e diverse donne subiscono passivamente vessazioni più o meno significative.

Un lupo come me non è per i principianti
Un lupo come me non è per ragazzi come te, uh-uh-uh-uh

Shakira, un modello femminile necessario

Perché Shakira è oggi un modello femminile necessario per donne e uomini? Perché nei suoi svelamenti pubblici ha sempre manifestato un grande rispetto (lasciamolo un attimo perdere, l’amor che move il sole e l’altre stelle) per l’uomo che le stava di fianco.

Senza rinunciare ai suoi obiettivi, alla personalità, all’autonomia, all’indipendenza, alla libertà di scelta che le avrebbe consentito – e consente a ciascuno di noi – di rinnovare o archiviare qualunque relazione. Primo messaggio: Shakira è una donna che sceglie per sè. Pare cosa da poco, invece non lo è.

Non torno con te, né che tu mi chiami o mi preghi’
Ho capito che non è colpa mia se ti criticano
Faccio solo musica, perdonami se questa cosa ti schizza
Mi hai lasciato vicino alla suocera
Con la stampa alla porta e il debito all’erario
Pensavi di avermi ferito e di avermi reso più dura
Le donne non piangono più, le donne fatturano

La femminilità di Shakira: oltre a quanto detto, c’è un altro aspetto fondamentale. Shakira è una donna che rafforza il proprio genere esplicitando e rendendo manifesti gli elementi valoriali che caratterizzano (etimologicamente: incidono, marchiano) l’essere donna. In barba a ogni preconcetto simbolico che lascia il tempo che trova – i pantaloni sono da maschio o da femmina? Il tacco è per uomini o per donne? –, Shakira non rinuncia a nulla – beata lei – ma non ha mai sentito la necessità di traslare il preconfezionato simbolismo maschile nei propri armadi per ridefinire i canoni della femminilità.

È femmina anche quando si veste eppure – udite udite – riesce a conservare autorevolezza, identità, credito e rispetto. Uno direbbe: tutto qua? Non è poco, neppure in questo caso, soprattutto se il vezzo al maschile contagia i capi di Governo (c’è chi si sente il Premier e non apprezza sentirsi dare della Premier).

Hai scambiato una Ferrari con una Twingo
Hai scambiato un Rolex con un Casio
Vai ad accelerare, rallenta
Ah, tanta palestra
Ma allena un po’ anche il cervello

Di Shakira si scrive e si dice tante cose. Perché Piqué l’ha tradita con una ragazzina di venti anni di meno – qualcuno dà versioni ancora più forti e dice che il vizio (vezzo) del tradimento fosse (sia stata? Sia?) una tendenza – e lei ha reagito in un certo modo. Non frega nulla di andare a spiare con l’occhio nel buco della serratura di casa Shakira-Piqué: vale quanto detto, i problemi ci sono ovunque, a volte si superano e altre no. Tutto nella norma.

La canzone di Shakira: BZRP Music Session #53

Però, del modo in cui ha reagito Shakira qualcosa va detto. Lei, oltre a mollarlo in tronco e restituirlo alle braccia della mamma (di lui, l’odiata suocera che si annida nelle case di quanti di noi?), della sua nuova compagna (si dice sia già capitolo chiuso), ai suoi guai e ai nuovi progetti, ha scritto una canzone. Ascoltato in ogni angolo di mondo – per carità, per qualcuno sarà insopportabile ma in linea generale sta spaccando – il brano è stato definito una vendetta “artistica, canora” nei confronti dell’ex.

Insomma, dicono, gliele ha cantate. Ma non è questo, meglio: non è solo questo. Shakira ha probabilmente reagito nel modo (e utilizzando il mondo) più congeniale per definire un punto oltre il quale non si va. È
Shakira che grida al mondo chi è Shakira.

Le donne non piangono più, le donne fatturano

Ovvero una donna – madre, compagna o ex compagna conta poco, artista – che rivendica il suo essere femmina: per esempio la carica esplosiva racchiusa nei suoi modi gentili, l’esaltazione della bellezza per dire quanto si senta affascinante e forte, una tenacia incredibile manifestata con la voglia di sentirsi protagonista di quel che gli accade e che le tocca affrontare, la dignità di essere se stessa senza alcuna vergogna (di che mai dovrebbe vergognarsi?) che le consente di entrare presto in empatia con l’interlocutore, sia esso utente curioso e gossipparo o fruitore della sua musica.

Shakira trasmette coraggio, sicurezza, fiducia nel proprio istinto e dell’intuito. Ma, soprattutto, Shakira rivendica apertamente il primo sacrosanto dovere di ogni donna: quello di non permettere mai a nessuno di umiliarla. Farle del male. Decidere per sé.

Ecco: Shakira non ha bisogno di stare con un uomo. Lei sceglie di stare con un uomo: è sottile, ma la differenza c’è. E quella scelta fa tutta la differenza del mondo. Sebbene, in un mondo normale, dovrebbe essere già così da tempo e già così per tutte. Indipendente, autonoma, sicura, decisa, libera e consapevole. “Pensavi di avermi ferito e di avermi reso più dura”, dice Shakira rivolgendosi al suo passato. Ed è lei stessa a rispondere, laconica e diretta. Le donne non piangono più, le donne fatturano.