Marco Damilano e Roberto Saviano hanno ripercorso, in occasione dell’arresto di Matteo Messina Denaro, la storia personale del boss, incluse ascesa e declino: ospite di Il cavallo e la torre, andato in onda lunedì 16 gennaio su Rai 3, lo scrittore e giornalista napoletano, sceneggiatore dell’amatissima serie Gomorra che ha raccontato le vicende della famiglia criminale dei Savastano fino al duplice omicidio dei due protagonisti, Genny Savastano e il sodale – poi rivale, poi nemico, poi di nuovo amico – Ciro Di Marzio. La politica, i poteri, le persone: il nostro tempo in 10 minuti, questo il claim della trasmissione che, in occasione della cattura del boss mafioso superlatitante, ha messo uno davanti all’altro i due giornalisti per analizzare i fatti.

Marco Damilano intervista Roberto Saviano

Matteo Messina Denaro è stato condannato per tutte le stragi del 1993: ma da parte di chi e, soprattutto, dove era lo Stato in quell’anno?” questa la domanda da cui Damilano fa partire il dialogo.

“Si usa dire – ha affermato Saviano – che la mafia sia l’anti-Stato: è un errore, la mafia è una parte dello Stato, con cui collabora, e vi è poi un’altra parte dello Stato che la combatte e l’ha combattuta. Non si può avere una visione monolitica”.

Messina Denaro, il preferito di Salvatore Riina

Da qui, il ritratto di Messina Denaro da parte di Saviano, che ricorda come il boss fosse uno dei preferiti di Salvatore Riina: “Dopo via D’Amelio (l’omicidio di Paolo Borsellino, ndr), Messina denaro è uno di quelli che vuole proseguire sulla linea della violenza per ottenere il prima possibile la via della negoziazione: porta avanti la via stragista, decide sul rapimento di Giuseppe Di Matteo, sequestrato a 11 anni affinché il padre Santino, pentito, ritratti”.

Il cavallo e la torre, Saviano e la lotta alla mafia

La chiosa è un’altra domanda – secca, netta, inequivocabile – di Damilano: “Si può dire che la mafia è stata sconfitta”.

“Si può dire che è stato fermato l’ultimo re stragista, ma più che di vittoria è una giornata di riflessione. Il Governo si sta intestando l’arresto di Messina Denaro ma è sempre rischiosa la propaganda quando ci sono arresti. Per smontare il potere criminale serve costanza e guardare un dato: l’economia mafiosa oggi, mentre parliamo, è la più importante del nostro Paese”.

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