C’è un volto nuovo che da qualche giorno imperversa in tv nei principali programmi d’informazione e attualità. Si tratta di Stefano Puzzer, l’uomo a guida della protesta dei portuali di Trieste contro il Green Pass che sta mettendo in imbarazzo il governo Draghi e che rischia di paralizzare l’Italia. Un personaggio d’azione, un sindacalista duro e puro che in una manciata di settimane è diventato una celebrità televisiva ma soprattutto un simbolo della galassia no vax/no green pass e – al tempo stesso – un bersaglio di rabbia, critiche e anche insulti per tutti coloro che appoggiano la linea governativa.

Stefano Puzzer - Il leader della protesta no green pass dei portuali di Trieste

Stefano Puzzer – Il leader della protesta no green pass dei portuali di Trieste

Chi è Stefano Puzzer, il leader della protesta no green pass

Stefano Puzzer è il front man della mobilitazione dei lavoratori dello scalo giuliano, pronti a bloccare tutte le attività per ottenere la revoca dell’obbligo della carta verde sui luoghi di lavoro. Triestino, 45 anni, di professione gruista, da circa sei anni è il portavoce del Clpt, il coordinamento dei lavoratori portuali Trieste. Fra i suoi colleghi e amici è conosciuto con il soprannome di “Ciccio“, per la sua stazza robusto e la sua spiccata tendenza a mettersi a disposizione degli altri. Sposato, con un figlio, Puzzer da giorni è conteso dai principali programmi tv che da lui cercano motivazioni, risposte e indiscrezioni riguardo a una protesta che potrebbe mettere in ginocchio il Paese. Il porto di Trieste, infatti, è il principale sbocco delle merci in arrivo e in partenza dall’Italia, quindi un eventuale blocco delle attività avrebbe ripercussioni pesantissime sull’economia nazionale.

Da Giletti a Sky: Puzzer imperversa in tv

Ieri Puzzer era a Non è l’Arena di Giletti, stamattina è intervenuto a SkyTG 24, ma da settimane imperversa puntualmente in tv e in radio ripetendo il mantra suo e dei lavoratori portuali che rappresenta:

“Noi lottiamo per tutti i lavoratori italiani, a cui con il pretesto del Green pass si sta dando l’ultimo calcio nel cu**. Se il Green pass non viene ritirato il porto di Trieste si ferma: è ora di dare un segnale forte e l’unico modo per farlo è bloccare l’economia. Dopo il 15 vedremo, speriamo che il Governo tolga il green pass: io vaccinato non riuscirei ad andare a lavorare sapendo che i miei fratelli stiano a casa”. Stefano Puzzer

Stefano Puzzer - Ospite ieri a Non è l'Arena su La7

Stefano Puzzer – Ospite ieri a Non è l’Arena su La7

Puzzer spacca i social: chi lo osanna…

In qualità di portavoce del Coordinamento dei lavoratori portuali Trieste (Clpt), Puzzer è ovviamente diventato il simbolo di una protesta che sta avendo una grandissima eco sul web. E’ naturale, quindi, che sui social stia catalizzando tutti i commenti favorevoli e contrari allo sciopero contro il Green Pass.

Per chi si oppone al certificato verde, ovviamente il gruista triestino è una sorta di eroe della resistenza. C’è chi scrive: “Puzzer hai disintegrato i malcapitati giornalai, a colpi di toni pacati e verità. Onore a te!”. Qualcuno, dopo il suo intervento di stamattina su Sky, osserva piccato: “Il tono accusatorio e provocatorio che i giornalisti di Sky hanno nei confronti di Puzzer fa letteralmente vomitare”. Un webnauta ricorda un suo recente intervento a L’aria che tira e aggiunge: “Anche la Merlino con lui fu scortese e scorretta. Purtroppo questi sono i giornalisti italiani: se dici qualcosa che a loro non piace ti trattano a pesci in faccia”.

E chi lo lo boccia

Dai fan ai detrattori, che certamente non mancano. Anzi, a ben vedere la maggior parte dei commenti su Twitter sono firmati da persone che poco gradiscono la protesta di Puzer e degli altri portuali triestini: “Puzzer è semplicemente un colossale cog*****” scrive senza giri di parole un utente. Un altro aggiunge: “Imbarazzante il portavoce dei portuali Puzzer a Skytg24. Chiede una proroga sui green pass per poi volerli cancellare. Sostiene che i vaccini durino solo due mesi. Una figura barbina”. E ancora, un commentatore del web si domanda: “Perché noi, 40 milioni di persone per bene, dobbiamo farci condizionare da gentaglia come Puzzer, Fiore o Castellino?”. Infine, c’è qualcuno che osserva sconsolato: “La società è così cambiata che una volta erano poeti e giornalisti a dettare l’agenda. Oggi sono gli scaricatori di porto”.

VIDEO – Myrta Merlino intervista Stefano Puzzer

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