Roberto Speranza, Presidente di Articolo 1 e convintamente all’opposizione del governo Meloni, ospite a Cartabianca da Bianca Berlinguer.
Ex Ministro della Sanità nel pieno dell’emergenza Covid che ha portato a un lockdown spesso contestato dalle opposizioni di allora e a misure drastiche in tema di vaccino che hanno suscitato le medesime critiche: non dalla medicina né dalla scienza, cui Roberto Speranza ha sempre chiarito di dare – al momento di assumere qualsiasi decisione, in un senso o nell’altro – la massima legittimazione in materia.
In studio con l’ex Ministro, la giornalista Luisella Costamagna e il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan.
Speranza torna a parlare in un momento in cui l’allarme per i contagi da coronavirus tornano a farsi prepotenti: preoccupano i dati incerti della Cina, dove pare vi sia stato un incremento esponenziale di casi e di decessi (versione sminuita dalle Istituzioni locali) ma anche i recenti segnali di crescita della nuova variante (di cui non si sa ancora quanto resistente ai vaccini): Kraken, sottovariante di Omicron, si sta diffondendo rapidamente a partire dagli Usa dove è stata rilevata per la prima volta il 22 ottobre del 2022.
La prima contrapposizione di Speranza, rispetto alle linee guida dell’attuale Esecutivo – che affrontano la vicenda con un metodo evidentemente differente sul piano della comunicazione – è palese: “Le immagini dalla Cina ci dicono che la partita col Covid non è chiusa, bisogna mantenere attenzione. I vaccini sono essenziali, uno scudo. So che non va di moda dirlo ma i vaccini sono la chiave essenziale per uscire da una stagione così difficile. Il lockdown non ci sarà più, nessuno lo ha in testa. E se oggi possiamo dirlo è proprio perché abbiamo spinto sui vaccini e fatto un certo percorso”.
La posizione di Malan: “”In Cina vediamo il fallimento della politica dello zero Covid, perseguita al prezzo di lockdown spaventosi da parte di una dittatura. In Italia hanno funzionato vaccini e terapie”.
Da Costamagna arriva un assist a Speranza: “Il ministro Schillaci non esclude, in caso di peggioramento, il ritorno alle mascherine, le limitazioni degli assembramento, il ricorso allo smart working. Perché non riconoscere che il metodo usato in Italia e in Occidente è stato efficace?”.
I dati che arrivano dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) non sono incoraggianti perché certificano la presenza della sotto-variante Kraken – seppure in una percentuale marginale del 2,5% – anche in Europa e, per la precisione in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia. Ciò che preoccupa di Kraken è la sua maggiore capacità di riconoscere il recettore ACE2, ovvero la porta di accesso del virus per penetrare nelle cellule.
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