La strana coppia formata da David Parenzo e Luca Telese torna stasera in tv con una nuova puntata di In Onda (16 luglio). Il programma d’attualità e approfondimento politico che ha sostituito Otto e mezzo nel palinsesto estivo di La7 dedicherà l’appuntamento “lungo” del giovedì ad analizzare i fatti più importanti degli ultimi giorni: dalla crisi economica alla concessione ad Autostrade, dai nuovi focolai di covid all’utilizzo del Mes. L’appuntamento come al solito è alle ore 21.20 sul canale 7 del telecomando, o in alternativa sul sito dell’emittente per seguire la diretta in streaming della puntata.

In onda (16 luglio): anticipazioni

Quelli attuali in Italia sono giorni caldi, e non solo dal punto di vista meteorologico. Il Paese deve sciogliere nodi molto delicati che rischiano di avere ripercussioni importanti sul suo futuro. Uno dei temi del momento è la concessione ad Autostrade, su cui sembra finalmente arrivato un accordo: lo Stato entrerà in Autostrade relegando la famiglia Benetton sotto il 10%. Nel salotto di In Onda (16 luglio) se ne parlerà approfonditamente con gli ospiti di Parenzo e Telese. Poi si passerà a discutere della crisi economica che rischia di far vivere al Paese un autunno da incubo, tanto che molti esponenti delle istituzioni hanno parlato apertamente del pericolo di disordini sociali legati all’impoverimento degli italiani. Cosa fare fermare la crisi e rimettere in moto il motore economico del Paese rimasto ingolfato durante il lungo lockdown? Una soluzione potrebbe riguardare l’accettazione del Mes, il Fondo salva-stati dell’Unione Europea, ma non è un tema che mette tutti d’accordo perché Il M5S e le opposizioni temono le clausole del prestito che potrebbero mettere in ginocchio l’Italia ancor più della crisi. Intanto, i numeri dell’epidemia restano costanti. Chi sperava in un azzeramento del covid durante l’estate si è dovuto ricredere: il virus c’è ancora, continua a circolare e sta emergendo in diverse zone dell’Italia in focolai difficili da azzerare. Una situazione sanitaria che non permette di abbassare la guardia, perché il rischio di vedere esplodere nuovamente i numeri dell’epidemia è sempre dietro l’angolo.

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