Prevista in tv sabato 26 novembre, ma annullata in segno di lutto dopo la tragica frana che ha colpito l’isola di Ischia causando 8 morti, il Don Carlo di Giuseppe Verdi, l’opera che segna l’apertura della stagione del Teatro San Carlo di Napoli, va in scena stasera – martedì 29 novembre: Rai Cultura la trasmetterà in diretta-differita a partire dalle ore 21.15 su Rai5 e in live streaming su RaiPlay. Ecco qualche anticipazioni della serata.

Rai 5: “Don Carlo” di Verdi al San Carlo, anticipazioni

Diretta dal celebre regista tedesco Claus Guth, impegnato per la prima volta in carriera sul palco del teatro napoletano, l’opera Don Carlo di Giuseppe Verdi è proposta nella versione in cinque atti in lingua italiana e mancava dalle scene sancarliane da 21 anni. Sul podio di Orchestra e Coro è impegnato Juraj Valčuha, mentre il Maestro del Coro José è Luis Basso.

Nel cast della rappresentazione c’è Matthew Polenzani nel ruolo del protagonista Don Carlo; Michele Pertusi è Filippo II, Rodrigo è interpretato da Ludovic Tézier, mentre Ailyn Perez veste i panni di Elisabetta di Valois ed Elīna Garanča quelli della Principessa Eboli.

A firmare le scene è Etienne Pluss. I costumi sono di Petra Reinhardt, la direzione delle luci è di Olaf Freese. Il video è di Roland Horvath e la drammaturgia è di Yvonne Gebauer. Claudia De Toma curerà invece la regia per la televisione.

“Nella mia idea di Don Carlo – dice il regista Guth  – ho focalizzato la mia attenzione sul personaggio principale, seguendo la sua prospettiva. Don Carlo è un personaggio fragile, incapace di far fronte a ciò che la società esige da lui. È un sognatore, più vicino al mondo della fantasia che alla realtà. È e rimane intrappolato nello stesso spazio e questa prigionia descrive la sua condizione nel mondo. Non riesce a trovare una collocazione nel cosmo in cui è nato, sembra essere al posto sbagliato: il padre lo rifiuta e la donna che ama diventa sua madre dopo aver sposato Filippo II. Anche Rodrigo, l’unico amico che sembra avere, lo strumentalizza per i suoi scopi. Tutto questo crea in lui una visione oscura del mondo, simile ad una prigione. Con lo svolgersi dei cinque atti, sempre più i personaggi si rivelano nella loro stessa disperazione e solitudine”.

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