Il primo sabato di maggio viene annichilito da una notizia triste quando shoccante per la cultura italiana. Michela Murgia, famosa scrittrice vincitrice di tantissimi premi, nonchè opinionista televisiva sempre molto perentoria, ha annunciato di avere un tumore al rene al quarto stadio con metastasi “già ai polmoni, alle ossa, al cervello”, incurabile e che oramai le mancano pochi mesi di vita.
La scrittrice sarda ha un tumore al rene al quarto stadio con metastasi “già ai polmoni, alle ossa, al cervello”. Ne ha parlato con Aldo Cazzullo in un’intervista al Corriere della Sera così come nel suo ultimo libro, edito da Mondadori, “Tre ciotole”. Racconta anche che
“il cancro non è una cosa che ho; è una cosa che sono. Me l’ha spiegato bene il medico che mi segue, un genio. Gli organismi monocellulari non hanno neoplasie; ma non scrivono romanzi, non imparano le lingue, non studiano il coreano. Il cancro è un complice della mia complessità, non un nemico da distruggere. Non posso e non voglio fare guerra al mio corpo, a me stessa. Il tumore è uno dei prezzi che puoi pagare per essere speciale. Non lo chiamerei mai il maledetto, o l’alieno”.
“Ho comprato casa, con dieci posti letto, dove stare tutti insieme; mi è spiaciuto solo che mi abbiano negato il mutuo in quanto malata. Ho fatto tutto quello che volevo. E ora mi sposo. Con un uomo, ma poteva essere una donna. Nel prenderci cura gli uni degli altri non abbiamo mai fatto questione di genere. Lo Stato alla fine vorrà un nome legale che prenda le decisioni, ma non mi sto sposando solo per consentire a una persona di decidere per me. Amo e sono amata, i ruoli sono maschere che si assumono quando servono”.
Non ha paura della morte, Michela Murgia, antifascista ferrea, che infatti ha un pensiero per la Premier al Governo: “Spero solo di morire quando Giorgia Meloni non sarà più presidente del Consiglio”, dice.”Perché il suo è un governo fascista”.
Michela Murgia è nata a Cabras, in Sardegna, il 3 giugno 1972: è una scrittrice, blogger, drammaturga, critica letteraria e opinionista televisiva autrice tra gli altri di grandi successi letterari: Accabadora, la vincitrice del premio Mondello, la barricadera di Istruzioni per diventare fascisti e Stai zitta, la cronista impegnata di Il mondo deve sapere, la cattofemminista di Ave Mary. E la chiesa inventò la donna, God save the Queer. Catechismo femminista. Volto noto dei salotti e talk televisivi, soprattutto politici.
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