“Buon viaggio papà”. Con questo semplice messaggio Alberto Angela ha annunciato sui social la morte di suo padre il grande Piero Angela. Il grande divulgatore scientifico della televisione se n’è andato a pochi giorni dalla messa in onda, giovedì scorso, della puntata della sua più grande creatura Superquark (in origine Quark o Il mondo di Quark) la trasmissione con cui Piero Angela ha portato per primo in Italia la scienza, e tutto quello che le ruota intorno, in prima serata.

Chi è stato Piero Angela per la tv

Un precursore, un rivoluzionario, un uomo perbene capace con una voce pacata mai sopra le righe, in una tv che diventava sempre più urlata, di far comprendere alla gente, dal laureato al contadino, il mondo della scienza in tutte le sue sfaccettature. Si è inventato un genere che poi è diventato caposaldo della tv generalista e poi di quella tematica.

Piero Angela aveva 93 anni

Piero Angela aveva 93 anni

L’ultimo messaggio sui social

Nei giorni scorsi Piero Angela, ha voluto lasciare ai social del suo programma SuperQuark l’ultimo messaggio di saluto ai telespettatori: “Cari amici, mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia. È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio”.

La carriera e la vita privata di Piero Angela

Nato a Torino nel 1928, Piero Angela aveva iniziato la sua carriera giornalistica in Rai come cronista radiofonico, divenendo poi inviato e conduttore del tg. Ha scritto una lista lunghissima di libri. Negli anni ’70 inizia la sua carriera come divulgatore scientifico prima con “Destinazione Uomo” e poi nel 1980 con Quark, diventato poi SuperQuark. La sua carriera è costellata di grandi successi: Il pianeta dei dinosauri, il viaggio nel corpo umano, Viaggio nel cosmo.

La discrezione è stata la sua cifra, e quella della moglie Margherita, con cui ha condiviso vita, viaggi, interessi. Non si è mai prestata a fare servizi fotografici ma ha girato il mondo con il marito e i figli Christine e Alberto

“Provo grande dolore per la morte di Piero Angela, intellettuale raffinato, giornalista e scrittore che ha segnato in misura indimenticabile la storia della televisione in Italia, avvicinando fasce sempre più ampie di pubblico al mondo della cultura e della scienza, promuovendone la diffusione in modo autorevole e coinvolgente. Esprimo le mie condoglianze più sentite e la mia vicinanza alla sua famiglia, sottolineando che scompare un grande italiano cui la Repubblica è riconoscente”.

I vertici Rai salutano Piero Angela

Soldi e Fuertes, rispettivamente Presidente e Ad della Rai dichiarano: “Prepararsi al futuro è il titolo scelto da Piero Angela per la prossima edizione del suo Superquark. Novantatré anni di età, maestro nella divulgazione scientifica, manteneva intatta curiosità di un bambino che scopre il mondo. Al suo entusiasmo per la conoscenza e per la scoperta la Rai e l’Italia intera devono molto. Le sue trasmissioni hanno saputo raccontare a tutti in modo semplice e affascinante argomenti complessi, aspetti del sapere che in passato erano riservati alle fasce più istruite della popolazione. Piero Angela nella sua lunga attività per la Rai ha mostrato come si possa fare un uso alto e insieme popolare del mezzo televisivo, realizzando un modello esemplare di servizio pubblico. Sperimentatore di tecniche televisive all’avanguardia, era amatissimo in azienda per professionalità e dedizione al lavoro. Sapeva valorizzare il contributo di ognuno, consapevole che la televisione richiede gioco di squadra”.

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