Nuove rivelazioni sull’omicidio Raciti, un’inchiesta sui danni a lungo termine del covid-19 e un’altra sull’influenza della vitamina D sulla diffusione del virus. Sono alcuni dei servizi che vedremo stasera in tv nella nuova puntata de Le Iene Show (17 novembre), che come ogni martedì sarà condotto in tandem da Alessia Marcuzzi e Nicola Savino. Scopriamo quindi alcune anticipazioni dei servizi in programma nella puntata in onda oggi – martedì 17 novembre 2020 – a partire dalle ore 21.20, su Italia 1 e in diretta streaming su Mediaset Play.

Anticipazioni Le Iene Show (17 novembre) – Il caso Raciti

Dopo le clamorose rivelazioni mostrate da Ismaele La Vardera nel servizio in onda venerdì scorso, anche stasera la trasmissione Le Iene Show (17 novembre) tornerà ad occuparsi dell’omicidio Raciti e dei tanti dubbi che aleggiano sulla morte dell’ispettore di polizia avvenuta il 2 febbraio 2007 durante gli scontri seguiti al derby Catania-Palermo. Nell’ultima puntata fu mostrata la sconvolgente testimonianza di una donna che sostiene di aver udito un poliziotto chiedere scusa al padre dell’ispettore dicendogli che Raciti era morto a causa di una manovra errata di un collega. Perché la polizia o la famiglia di Raciti restano in silenzio? Per quella morte è stato condannato in via definitiva Antonino Speziale, ma forse la verità non è ancora venuta a galla.

I danni a lungo termine del covid-19

Una ricerca svolta in Gran Bretagna ha fatto emergere un risultato inquietante: quasi il 70% di chi ha contratto il covid-19 ha registrato danni a fegato, cuore e polmoni a distanza di quattro mesi dal contagio. Lo studio ha coinvolto 500 individui relativamente giovani (età media: 44 anni) e senza particolari patologie pregresse. Ne parleranno stasera in tv le iene per far chiarezza su un dato abbastanza preoccupante, visto che l’Italia ha appena sfondato il muro del milione di contagiati.

I raggi solari frenano il virus

Il secondo servizio dedicato al coronavirus riguarderà invece un’arma che abbiamo per combatterlo. Si tratta dei raggi solari, che secondo uno studio italiano sarebbero sia in grado di neutralizzare direttamente il virus sia di favorire la sintesi della vitamina D, frenando quindi lo diffusione del virus. Gli autori della ricerca hanno infatti notato come le zone più colpite dal coronavirus siano quello che ricevono una minor irradiazione di raggi UV.

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