Secondo appuntamento con  Gli orologi del diavolo (10 novembre) la fiction stasera in tv su Rai 1, alle 21:25, ed in live streaming su RaiPlay dove è possibile rivedere la precedente puntata nella sezione on demand dedicata alla serie. La trama è ispirata alla storia vera di Gianfranco Franciosi che, nel libro scritto con Federico Ruffo, racconta la sua esperienza di primo civile della storia ad infiltrarsi in una rete di narcotrafficanti per poi ritrovarsi abbandonato dallo stesso Stato che aveva chiesto il suo aiuto. La regia di Alessandro Angelini guida Beppe Fiorello (C’era un cinese in coma) nell’interpretazione del protagonista e della sua travagliata vicenda. Accanto a lui anche Claudia Pandolfi e Nicole Grimaudo ad affrontare le conseguenze di una scelta difficile ed evidentemente molto pericolosa.

Gli orologi del diavolo (10 novembre): la trama degli episodi

Episodio 1×03Marco sta vivendo un periodo molto contrastato e vorrebbe che tutto finisse al più presto per poter smettere di raccontare infinite bugie alla sua famiglia. Quando Aurelio lo costringe a partire per l’America del Sud, il motorista navale conosce i familiari del boss e poi si ritrova ad accettare ancora un lavoro per conto dell’uomo. Dovrebbe preparare una nuova imbarcazione per effettuare una consegna molto speciale. Mario, l’amico poliziotto, convince Marco ad accettare la proposta di Aurelio, ma il boss gli fa un’ulteriore richiesta proponendogli di essere lui a guidare il gommone. Merani è titubante, ma le rassicurazioni della polizia italiana che gli garantisce totale protezione e le garanzie di Vexina che forza un po’ troppo la mano, lo convincono ad accettare. La gendarmérie francese, però, ignora l’operazione in corso ed arresta Marco e Pablo, il braccio destro di Aurelio che accompagna Merani nella spedizione.

Episodio 1×04 – Marco è stato arrestato dalla polizia francese che lo ha condannato ad otto anni di reclusione insieme con Pablo. Il motorista prova a contattare la polizia italiana per rivendicare quella protezione che gli era stata promessa, ma i suoi tentativi sono vani e non riceve alcuna assistenza. L’uomo capisce che l’unica possibilità che gli rimane è quella di accettare la condanna senza clamore per evitare che venga a galla la sua posizione di infiltrato e che la scopra anche Aurelio con pericolose conseguenze anche per la sua famiglia. Il commissario Vexina paga lo scotto del suo errore e viene sollevato dal suo incarico mentre a casa del motorista navale la situazione è ormai disastrosa. Uscito dal carcere Marco si trova al cospetto di una situazione tremenda con il cantiere ad un passo dal fallimento e sua moglie che vuole la separazione. Anche la reputazione dell’uomo è totalmente compromessa e tutti, in paese, lo indicano come un trafficante di droga.

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